masseriaruotolo.it - Affettati nella carta del salumiere: dopo quanti giorni iniziano a sviluppare batteri?
Quel profumo di affettati appena comprati dura poco: c’è un momento in cui cambia tutto. Con pochi accorgimenti “furbi” puoi tenerli buoni più a lungo, senza rinunciare al gusto.
Per conservarli in frigo, evitare cattivi odori e gustarli al meglio senza sprechi. Quante volte torniamo dal salumiere con quel pacchetto profumato, lo posiamo in frigo e pensiamo “domani lo finisco”: eppure, da quando si apre la carta, parte un piccolo conto alla rovescia che non si vede, ma in cucina fa la differenza.
Io lo dico sempre a mio marito: “Non guardare la data, ascolta il naso… e il buon senso”. Gli affettati sembrano innocenti, ma appena li affetti cambia tutto. La superficie aumenta, l’aria li tocca, e lì comincia piano piano quel lavorìo silenzioso. Non si vede, ma lavora. E a un certo punto, puff, colore che vira, profumo che non convince più. Ci siamo capite, vero?
I batteri iniziano a farsi sentire dopo 24-48 ore dall’apertura. La carta del salumiere non è sottovuoto: fa entrare aria, e l’aria, si sa, rovina i grassi e li fa invecchiare più in fretta. Gli affettati più umidi, tipo prosciutto cotto, tacchino o mortadella, sono i più delicati. Quelli stagionati tengono un filo di più, ma non facciamo le eroine: se sono affettati, la corsa è la stessa.
E allora, come si fa in casa? Appena arrivate, toglieteli dalla carta. Sistemateli in un piattino, separando gli strati con un foglietto di carta forno, poi chiudete tutto in un contenitore ermetico di vetro. Non stringete troppo: serve un po’ di spazio per far respirare senza seccare. Mettete il contenitore nella parte più fredda del frigo (di solito in fondo, vicino alla parete). E ricordatevi questo: aprite il contenitore solo quando serve. Ogni volta che lo apriamo, entra aria, e il tempo corre.
Per stare tranquille, il mio consiglio è chiaro: consumateli entro tre giorni. Fidatevi, ci vogliono due minuti a metterli via bene e vi salvate la cena. Se vedete colore spento o odore strano, non discutete: si butta, e pace. Meglio così, che rovinarsi lo stomaco.
Qualche trucco di casa: Porzionate, tirate fuori solo quello che serve e lasciate il resto in frigo, ben chiuso. Se l’affettato “trasuda”, tamponate delicatamente con carta da cucina prima di chiudere il contenitore: così resta più asciutto. Non lasciateli a temperatura ambiente più di 30 minuti. Soprattutto d’estate. Per un pranzo veloce, fate un rotolino con una foglia di insalata e una fetta di formaggio: sta fresco e si mangia in un attimo. Se ne avete preso troppo, potete congelare piccole porzioni, separate da carta forno e chiuse in sacchetti per freezer: non è perfetto per la consistenza, ma salva gli avanzi. Scongelate in frigo e consumate entro 24 ore.
Una volta, mia zia teneva il prosciutto “da sabato a sabato”. Poi mi disse: “Era un po’ scuro ma l’ho mangiato lo stesso”. Ecco… no. Con gli affettati non si scherza: sono sottili, la superficie è tanta, ed è lì che i microbi fanno festa. Meglio comprarne la giusta quantità e farli affettare sottili ma non trasparenti: così non si asciugano subito.
Se vi piace il gusto pieno, tirateli fuori dal frigo 5-10 minuti prima di servirli, lasciandoli nel loro contenitore chiuso: si risvegliano i profumi senza esporli all’aria. Poi aprite, impiattate, via in tavola.
E adesso tocca a voi: fate questa piccola prova di ordine e vedrete che differenza. Con un paio di mosse, gli affettati restano buoni, sicuri e profumati. E a tavola, che soddisfazione.