In casa, quante volte: si compra il casco in offerta e, zac, il giorno dopo è pieno di macchiette. Niente panico. C’è un trucco semplice, parte dalla punta, che allunga la vita delle banane. E poi, se qualcuna scappa… abbiamo piani B golosi.
La “punta” delle banane non è la sommità con il fiocchetto, eh. È quella parte dove sono tutte unite, il loro cappello. Lì succede la magia. O meglio: lì si può mettere un piccolo freno. Non serve chissà cosa. Una cosa che abbiamo tutte in cucina.
Prima dritta pratica: staccate le banane una a una. Non lasciatele a grappolo. Così si parlano meno tra loro e si “accendono” più lentamente. Tenetele lontane da mele e avocado, che sono gran chiacchieroni e le fanno maturare al volo. E se potete, appendetele: niente ammaccature sul fondo.
Il trucco della punta: avvolgere il picciolo
Eccoci. Bastano pochi secondi: avvolgete il picciolo (la parte alta, dove stavano attaccate) con un pezzetto di pellicola o un foglio di alluminio. Meglio ancora se ogni banana ha il suo picciolo coperto. Così si limita la diffusione dell’etilene, quello che le fa imbrunire. Fidatevi, ci vogliono due minuti.

Niente pellicola in casa? Usate una cera d’api riutilizzabile, un pezzetto di carta forno più un elastico, oppure un tappino di silicone. Tenetele poi in un punto fresco della cucina, lontano dal forno e dal sole: 15-18°C è perfetto. Evitate i sacchetti chiusi: fanno condensa e “cucinano” la buccia.
Capitolo frigo: funziona o no? Dipende. Se sono già gialle al punto giusto, sì: metterle in frigo rallenta molto. La buccia scurisce, ma dentro restano buone per 3-5 giorni. Se invece sono verdi, no: si blocca la maturazione e la polpa rimane farinosa. In quel caso aspettate a temperatura ambiente. Se avete fretta di farle maturare, sacchetto di carta con una mela per 24-48 ore. Oppure, per usarle in dolci, forno a 150°C per 15-20 minuti con la buccia: diventano nere fuori, dolcissime dentro.
E se ormai sono troppo morbide? Qui viene il bello. Le banane “spotteggiate” sono perfette per dolci e colazioni furbe.
Ricetta veloce di casa mia: banana bread morbido
Schiacciate 3 banane molto mature con una forchetta. Unite 2 uova, 100 g di zucchero (anche 80 se le banane sono dolcissime), 80 ml di olio di semi, un pizzico di sale e un cucchiaino di cannella. Aggiungete 250 g di farina e 1 bustina di lievito per dolci. Se vi va, 80 g di gocce di cioccolato o noci. Stampo da plumcake 24×10 cm, carta forno. In forno statico a 175°C per 50-55 minuti. Prova stecchino: se esce asciutto, è pronto. Lasciate intiepidire 15 minuti prima di sformare. Così viene più morbido.
Alternative lampo:
Pancake alla banana: 2 banane, 2 uova, 40 g di farina. Frullate, padella calda, 2 minuti per lato. Colazione pronta.
Biscotti 2 ingredienti: 2 banane e 100 g di fiocchi d’avena. 180°C per 12-15 minuti. Aggiungete gocce di cioccolato se volete.
Pere cotte al vino rosso e spezie: un fine pasto raffinato, bellissimo da vedere e dal sapore antico
Smoothie: banana, yogurt, un cucchiaino di cacao e ghiaccio. Merenda che piace a tutti.
“Gelato” furbo: banane a rondelle, congelate. Poi frullate con un goccio di latte. Cremoso, senza zuccheri extra.
Ultimo trucco salva-spreco: sbucciate le banane molto mature, tagliatele a fette, spruzzate un filo di limone, sacchetto e via in freezer. Durano 2-3 mesi. Perfette per frullati e dolci dell’ultimo minuto.
Provate anche voi: partite dalla punta, coprite il picciolo e vedrete che successo a tavola. Le banane dureranno di più, e quelle “andate” diventeranno coccole da forno. Un abbraccio e… fatemi sapere come è venuto il vostro banana bread!