Una teglia profumata, un fruscio croccante e un piccolo trucco di forno: scopri come un mazzo di kale diventa lo snack che non ti aspetti, leggero e irresistibile.
“C’era una sera di pioggia, avevo voglia di qualcosa di sfizioso ma leggero: ho aperto il frigo, un mazzo di kale, e in pochi minuti la cucina profumava di buono… il resto ve lo racconto adesso, ma tenetevi pronti a sgranocchiare.”
Vi svelo una cosa: col kale ci si diverte. È quel cavolo un po’ riccio, un po’ elegante, che sembra dire “prova a farmi diventare croccante”. E ci riesce. Ma andiamo con calma… c’è un piccolo segreto in mezzo, anzi due, e ve li lascio scoprire piano piano.
Perché scegliere il kale
Prima, due parole sul perché vale la pena. Il kale è ricco di fibre, vitamina C e vitamina K, ha tanti antiossidanti, pochissime calorie. È uno di quelli che fanno bene “senza farla lunga”. Io lo noto sulla pelle e sull’energia, soprattutto nei mesi freddi.
Dove trovare il kale
Dove trovarlo? Ormai un po’ ovunque: supermercato (reparto verdure a foglia), mercatino del contadino, negozi bio. Cercate foglie sode e verdi, senza macchie. Va bene il cavolo riccio e va benissimo anche il cavolo nero; per le chips il riccio viene più leggero.
Coltivare il kale in casa
E si può coltivare in casa? Sì, ed è più semplice di quanto sembra. Un vaso profondo 25-30 cm, terriccio drenante, sole 4-6 ore, innaffiature regolari ma senza ristagni. Tagliate le foglie esterne e lui ricresce. Resiste al freddo e non fa capricci. Fidatevi, dà soddisfazione.
Il trucco delle chips di kale perfette (croccante, non amare)
- Partiamo. Lavate le foglie e asciugatele benissimo. Proprio così: foglie ben asciutte. È il primo segreto. Togliete le coste dure tirando con le dita, fate pezzi grandi come una mano.
- Condimento minimal: 1-2 cucchiai di olio extravergine, sale fine q.b. e, se vi va, un pizzico di paprika o aglio in polvere. Massaggiate con le mani. Poco olio, mi raccomando: devono essere lucide, non unte.
- Forno già caldo a 160°C ventilato. Preparate una teglia con carta forno e disponete le foglie in singolo strato. Non le ammucchiate, altrimenti si lessano. Secondo segreto: spaziarle.
- Cottura: 10-12 minuti. A metà, giratele. Negli ultimi 2 minuti tenete d’occhio: devono solo scurire ai bordi. Se diventano troppo scure, sanno di amaro. A volte spengo il forno e lascio lo sportello socchiuso 2-3 minuti: finiscono di seccarsi senza bruciare. Così vengono più morbide dentro e croccanti fuori.
Varianti golose
Zeste di limone e pepe nero, alla fine.
Un cucchiaio di parmigiano grattugiato appena sfornate, che si scioglie quel tanto.
Paprika affumicata per un tocco barbecue.
Semi di sesamo o peperoncino, se vi piace il piccantino.
Conservazione
Quando sono fredde, mettetele in un barattolo ermetico con un pezzetto di carta assorbente. Restano buone 2-3 giorni. Se perdono croccantezza, 2 minuti in forno caldo e tornano come nuove.
Piccolo aneddoto: la prima volta le ho portate a tavola “misteriose”, in una ciotola bella. Mio marito ha detto “patatine?”. Ho fatto spallucce. Dopo cinque minuti la teglia era vuota. “Rimettile su, dai!”. Ecco, preparatene due teglie: spariscono.
Se vi resta qualche foglia cruda, tagliatela fine e saltatela in padella con un filo d’olio e aglio: contorno espresso, 5 minuti netti. Oppure aggiungetela cruda a una zuppa calda, si ammorbidisce da sola.
Provate anche voi: è uno snack leggero, si fa in un attimo e profuma la casa. Vedrete che successo a tavola. E poi, tra noi, c’è gusto a dire: “Sono fatte con il kale… ma non ditelo subito!”