Quante volte, all’ora di cena, con i bimbi che chiedono “mamma quanto manca?”, ci siamo ritrovate con gli occhi a fontana sulla cipolla del soffritto: ecco il mio sistema, provato e riprovato, che funziona davvero e vi salva in due minuti.
Succede sempre così: hai poco tempo, una padella sul fuoco, e quella cipolla che ti guarda. “Oggi non piangerò”, dici. Poi zac, prime fette e via le lacrime. Tranquille. C’è un trucco, anzi una piccola combinazione di trucchi. Niente cose strane. Solo gesti furbi e alla portata di tutte.
Trucchi popolari e la loro efficacia
Prima vi dico cosa non serve granché. La candela accesa? Carina, ma incide poco. Il pane in bocca? Simpatico, quasi da nonna, però non risolve. Tagliare sotto l’acqua corrente? Meglio evitare: scivola tutto e si rischia di farsi male. Il microonde 15 secondi ammorbidisce l’odore, ma cambia la consistenza e profuma mezza cucina. Insomma, qualcosa aiuta, ma non è la svolta.
Il metodo definitivo: freddo + coltello affilato + radice intatta + aria che gira
Eccolo, semplice semplice. Gli chef lo fanno così, e io pure. Funziona sempre.
– Raffredda la cipolla: in frigo 30 minuti o in freezer 10-12 minuti. Non deve ghiacciare, solo diventare ben fresca. Il freddo frena quel “gas” che ci fa lacrimare.
– Usa un coltello affilato. Davvero: 10 passate di acciaino e la lama scivola. Meno schiacci la polpa, meno vapori si liberano.
– Apri la finestra o accendi la cappa. Se puoi, metti un piccolo ventilatore davanti al tagliere, che soffia via i vapori dalla tua faccia. Bastano 2 minuti, fidatevi.
– Tecnica di taglio: taglia il “cappello” (la punta), lascia la radice intatta. Sbuccia solo lo stretto necessario. Dividi a metà per lungo, appoggia il lato piatto. Fai le fette. La radice tiene insieme la cipolla e trattiene un po’ di “lacrime”. La tagli via solo alla fine e butti.
Consigli per chi è molto sensibile
Se sei molto, molto sensibile, aggiungi questo: tieni a portata una ciotola con acqua e ghiaccio. Una volta affettata, immergi la cipolla per 5 minuti, poi asciuga bene con carta. Addolcisce e riduce i vapori. Perfetta per insalate e carpacci. Per il soffritto invece vai diretta in padella, senza bagno.
Altri piccoli aiuti
Piccoli aiuti extra:
– Gli occhialini da cucina sono l’unico “quasi infallibile”. Brutti magari, ma chi se ne importa se devi tritare 3 cipolle?
– Una ventata di aceto sul tagliere prima di iniziare attenua un filo l’odore. Poi asciuga bene.
– Se porti le lenti a contatto, spesso proteggono un po’. Non è una regola, ma succede.
Conservazione furba
– Mezza cipolla avanzata: avvolgi stretta nella pellicola o in contenitore ermetico. In frigo 2-3 giorni senza problemi.
– Trito pronto: in barattolino, con un pezzetto di carta assorbente sopra, fino a 24 ore.
– Congelazione: trito in sacchetto piatto, bene steso. In freezer 2-3 mesi. Perfetto per il soffritto: usalo senza scongelare, fuoco dolce 3-4 minuti e via.
Conclusione
A casa mia, il soffritto parte così e non piange più nessuno. Provate anche voi questo metodo “combinato”: freddo, coltello affilato, radice intatta e aria che gira. Vedrete che successo… e niente mascara colato a tavola!