Dolce senza zucchero? Ci hanno già pensato i nostri nonni: ecco come fare un castagnaccio da urlo
Quando in casa spuntava la farina di castagne, capivo che arrivava il momento del dolce ‘povero’ più furbo: niente zucchero, solo profumo di bosco, olio buono e un paio di tocchi segreti che fanno la differenza.
La prima volta l’ho fatto con mia nonna. Lei rideva: “Ti sembra un dolce? Aspetta di sentire”. E aveva ragione. Il castagnaccio è semplice, ma ti resta nel cuore. Perché è buono anche senza zucchero? C’è un motivo, anzi due. Te li dico tra un attimo.
Intanto ti dico che serve pochissimo: farina di castagne, acqua, olio extravergine, rosmarino, uvetta e pinoli, un pizzico di sale. Niente uova, niente lievito. “Ma come fa a essere dolce?” La farina di castagne è naturalmente dolce. Quel pizzico di sale, poi, la esalta. E l’uvetta fa il resto. Il trucco vero però è in un passaggio che fa la crosticina giusta… non spoileriamo troppo.
Perché è buono senza zucchero? La castagna è naturalmente dolce e “castagnosa”, l’uvetta arrotonda, il sale spinge i sapori. Il rosmarino dà quel tocco balsamico che pulisce il palato. Sembra poco, ma in bocca è una festa.
Fette sottili di pera o mela sulla superficie, per dolcezza naturale.
Una punta di cacao amaro nell’impasto, solo per profumo.
Noci tritate al posto dei pinoli, se non li hai (succede, tranquilla).
Si tiene 2 giorni a temperatura ambiente, coperto con un canovaccio. Non in frigo, sennò indurisce.
Se si asciuga, scaldalo 5 minuti a 160°C o in padella con coperchio e una goccia d’acqua: torna morbido.
Puoi congelarlo a fette. Scongela a temperatura ambiente e ripassa in forno.
Un ultimo gesto da nonna: strofina un rametto di rosmarino nell’olio prima di spennellare la teglia. Profuma tutto, ma in modo gentile. Provate anche voi: niente zucchero, tutto sapore. Vedrete che successo a tavola.