Gas nei sacchetti di patatine: ci stanno avvelenando o ci stanno salvando lo snack?

Quante volte avete aperto un sacchetto di patatine e, vedendo tutto quel gonfiore, avete pensato: “mi stanno fregando”? Tranquille, mettete su il tè: dietro c’è una spiegazione semplice, un filo misteriosa, che rende le patatine più buone e intere, e ci fa comodo a casa.

Ieri, mentre sparecchiavo, mio nipote mi fa: “Zia, ma perché c’è tutta quell’aria?”. Gli ho sorriso. Non è proprio aria. E qui teniamoci un attimo la curiosità, perché la risposta è più interessante di quanto pensiate.

Quello che chiamiamo “aria” è azoto alimentare. Sì, proprio azoto, lo stesso che compone circa il 78% dell’aria che respiriamo ogni giorno. L’ossigeno, invece, è il nemico della croccantezza: fa perdere la fragranza in un attimo e fa irrancidire i grassi. L’azoto è un gas inerte, sta lì buono buono: non reagisce, non è tossico, non altera il gusto, e quando aprite il sacchetto se ne va in un soffio, senza lasciare nulla.

Vi dico un segreto da “mamma in dispensa”: quando leggete in etichetta “confezionato in atmosfera protettiva”, ecco, è proprio questo. È una tecnica usata da anni per mantenere gli alimenti freschi, senza conservanti aggressivi. Fidatevi, funziona.

Azoto nel sacchetto: il cuscino che salva la croccantezza

Oltre a conservare, l’azoto fa un’altra magia pratica: gonfia il sacchetto e lo trasforma in un cuscinetto protettivo. Senza quel “vuoto” (che vuoto non è), durante il viaggio sul camion le patatine arriverebbero a casa a briciole. Quel gonfio che fa arrabbiare… in realtà vi sta salvando lo snack.

Qualche dritta furba

Dopo l’apertura, chiudete bene il sacchetto. Spremete l’aria, arrotolate il bordo e usate una clip. Così durano fino a 24-48 ore ancora croccanti.
Se hanno preso un po’ di umidità, provate a “resuscitarle”: forno a 120°C per 5-7 minuti su teglia, una sola fila. Lasciatele raffreddare bene. Torneranno scrocchianti.
Anti-spreco: patatine molli? Tritatele e usatele come panatura per cotolette o polpette. Viene una crosticina da urlo.

E se volete farle in casa, ecco il mio metodo “zero complicazioni”:

Tagliate le patate a fette sottili.

Mettetele 10 minuti in acqua fredda e poi asciugatele bene. Così vengono più asciutte.

Friggete a 165-170°C per 2-3 minuti, poche alla volta.

Salate solo alla fine, quando sono ancora calde.

Conservazione casalinga: barattolo ermetico con un pezzo di carta assorbente. Se casa è umida, mettete anche un pizzico di riso crudo in un sacchettino di carta: assorbe l’umidità. Durano 2-3 giorni.

Quindi no, non ci stanno avvelenando. Anzi: quell’“aria” è azoto che protegge la croccantezza e tiene lontano l’ossigeno cattivo. Pratico, discreto, e poi puff… sparisce appena aprite.

La prossima volta, niente diffidenze: aprite, sentite il profumo, e godetevi lo snack. E se vi va, provate i trucchetti qui sopra: vedrete che successo a tavola. Buona pausa croccante a tutti!