Il dado fatto in casa: usa gli scarti delle verdure per non comprare più quello del supermercato

Un barattolo nel congelatore, un profumo che sale piano dalla pentola, il gesto semplice di versare un cucchiaino denso in una zuppa: così ciò che scartiamo ogni giorno torna in tavola come sapore puro, senza trucchi né etichette chilometriche.

Bucce di carota, gambi di sedano, foglie esterne di cipolla, parti dure del porro. Finiscono in pattumiera con gesto automatico. Eppure lì, proprio vicino alla pelle, sta spesso il meglio. Le bucce custodiscono oli aromatici e pigmenti. I gambi concentrano note verdi e iodate. Gli scarti hanno ancora voce. Serve solo un modo per ascoltarla.

Le stime europee indicano che la cucina domestica rappresenta una quota importante dello spreco alimentare annuo pro capite. Tagliare questo spreco non è solo una scelta etica. È anche una scorciatoia sensata verso condimenti più buoni e controllati. Perché un dado fatto in casa da scarti ben selezionati offre gusto pieno, nessun conservante aggiunto, niente glutammato aggiunto e molto meno sodio rispetto a molti dadi industriali, che possono arrivare a contenere oltre metà del loro peso in sale.

Perché gli scarti sanno di più

Le zone esterne delle verdure sono ricche di composti aromatici e fibre. Le bucce di carota portano dolcezza e colore. I gambi di sedano e prezzemolo danno freschezza. Le foglie esterne di cipolla aggiungono profondità e una tinta ambrata al brodo. Anche gambi di funghi, foglie di finocchio, piccioli di pomodoro: tutto contribuisce, se pulito e sano. Evita parti ammuffite, patate verdi, scarti pieni di terra e un eccesso di cavoli, che possono dominare.

La logica è semplice. Tieni nel congelatore un contenitore dedicato. Quando cucini, aggiungi lì gli scarti già lavati. In poche settimane avrai la base per un condimento che nasce dal recupero, non dal compromesso.

Come trasformarli in un estratto da usare tutto l’anno

Riempi una pentola con gli scarti di verdure ancora congelati. Copri a filo con acqua.

Aggiungi una manciata di sale grosso. Serve a estrarre i succhi e a preservare. Regola poi in cottura.

Fai sobbollire piano 60–90 minuti, coperchio socchiuso. Niente bollore aggressivo: il sapore resta più nitido.

Filtra con un colino, schiacciando bene. Rimetti il liquido sul fuoco e riduci fino a ottenere un estratto sciropposo che vela il cucchiaio (di solito a circa un quarto del volume iniziale).

Raffredda rapidamente. Versa negli stampi per cubetti di ghiaccio. Congela. Trasferisci i cubi in un sacchetto e etichetta. Qualità ottimale per 3–6 mesi.

Uso quotidiano. Un cubo in 250–300 ml d’acqua calda dà un brodo leggero; due o tre per risotti, legumi, sughi. Assaggia e aggiusta il sale: qui decidi tu. In padella, un cubo sciolto nell’olio insaporisce verdure saltate senza coprirne il carattere.

Un appunto di accuratezza. Le verdure contengono naturalmente glutammato; è quello che rende saporito il risultato. La differenza è che qui non aggiungi glutammato né altri additivi. E riduci gli imballaggi, che pesano sull’impatto ambientale della dispensa. Per dimezzare l’energia, prepara l’estratto quando il forno è già acceso o usa il fornello più efficiente: i piccoli accorgimenti contano.

La prima volta ho salvato solo le bucce di tre carote e due gambi di sedano. È bastato. La cucina ha profumato di domenica. Da allora, il mio sacchetto nel freezer è sempre lì. E tu, la prossima volta che sfili la buccia di una carota, sentirai quel fruscio diverso: è il sapore che chiede di restare. Lo ascolterai?

Gestione cookie