masseriaruotolo.it - Panatura wow: cosa nascondo nel pane grattugiato per stupire tutti al primo morso
Un morso di peperoncino, la bocca in fiamme e poi il sorriso: cosa c’è dietro quel brivido? Una storia di gusto, curiosità e piccoli trucchi di cucina da provare.
Vi è mai capitato di piangere su uno spaghetto aglio, olio e peperoncino e poi chiederne ancora, perché sotto al bruciore c’è qualcosa che chiama: oggi vi svelo l’inganno, e lo facciamo cucinando qualcosa di buono, piccante al punto giusto.
È successo a tutte, amiche. Serata tranquilla, padella sul fuoco, uno spaghetto al volo. Mordi, senti la lingua che scotta, gli occhi lucidi… eppure la forchetta torna nel piatto. Che strano, eh? C’è un piccolo trucco del corpo, una bugia dolce che ci fa dire “ancora un po’”.
Il colpevole è la capsaicina, la sostanza del peperoncino. Non brucia davvero: inganna i sensori del caldo nella bocca, come quando tocchiamo qualcosa oltre il giusto. Il cervello si allarma. Pensa che ci sia fuoco. E che fa? Per difenderci, rilascia endorfine (le nostre “carezze” interne) e un po’ di dopamina. Traduzione spiccia: il bruciore passa e arriva una ondata di benessere. E noi ce ne innamoriamo. Gli studiosi lo chiamano “masochismo benigno”: sappiamo che non c’è pericolo, e quindi quel finto rischio ci diverte.
Capita come coi film horror o le montagne russe: spavento, poi risata. Col peperoncino è uguale. E attenzione: più ne mangiamo, più ci abituiamo. La soglia sale, e ci ritroviamo a cercare un peperoncino un pochino più deciso. Succede, è normale.
Intanto, due dritte furbe. Se volete meno fuoco, togliete semi e filamenti bianchi: lì si nasconde gran parte della potenza. E usate i guanti quando li tagliate, fidatevi, ci vogliono due minuti e si evitano guai agli occhi.
Tempo: 5 minuti + riposo. Vi serve: 200 ml di olio extravergine, 3 peperoncini secchi (o 1 fresco grande), 1 spicchio d’aglio facoltativo. Procedimento: scaldate l’olio a fuoco basso 2-3 minuti, senza farlo fumare. Spegnete. Aggiungete i peperoncini sbriciolati (e l’aglio se vi piace), coprite e lasciate in infusione 10 minuti. Versate in bottiglietta sterilizzata. Fate riposare 7 giorni in dispensa, poi usate. Si conserva in frigo fino a 2-3 mesi. Una goccia sulla bruschetta, ed è festa.
Variante veloce: sale piccante. Frullate 50 g di sale grosso con 1 peperoncino secco. Stendete sottile e asciugate 30 minuti a 50°C in forno ventilato (oppure 5 minuti in padella a calore basso, mescolando). Barattolo chiuso, al buio, dura 6 mesi. Perfetto sulle patate al forno.
Dosaggio “sicuro” per la pasta: per 4 persone, partite con mezzo peperoncino medio nell’olio. Rosolatelo 30 secondi con l’aglio, poi spegnete. Assaggiate l’olio col dorso del cucchiaino. Serve un colpetto in più? Aggiungete l’altra metà e ripassate la pasta 1 minuto. Così non esagerate.
SOS fuoco in bocca: non bevete acqua (spande il bruciore). Meglio latte o yogurt, un pezzetto di pane, o un cucchiaino d’olio. Passa subito, promesso.
Conservazione furba: i peperoncini freschi si possono congelare a rondelle dentro un sacchettino. Si usano da congelati, direttamente in padella. Quelli interi si essiccano in forno a 60°C ventilato per 2-3 ore, porta socchiusa. Poi barattolo asciutto, al buio.
E se a tavola qualcuno fa l’eroe, ricordategli il trucco: il peperoncino non è cattivo, è un finto allarme. Noi lo domiamo con calma, qualche accortezza, e quella pennellata di gusto che fa dire “ancora un giro!”. Provate anche voi: vedrete che successo a tavola.