Il pericolo del riso riscaldato: cos’è la “sindrome del ristorante cinese” e come evitarla

Un avanzo di riso, un profumo di casa e un piccolo mistero: perché a volte il riso riscaldato ci fa star male? Tra ricordi e trucchi semplici, ti svelo come evitarlo.

Quante volte, dopo una cena allegra, resta in pentola quel riso che profuma di buono? Viene voglia di scaldarlo il giorno dopo… ma c’è un segreto da conoscere, perché un ospite invisibile ama il riso tiepido quanto noi.

Capita a tutte: riso in bianco per la bimba, un wok veloce “alla cantonese”, e poi rimane lì, mezza ciotola. “Domani a pranzo lo salto in padella”, diciamo. E va benissimo, eh. Ma c’è una cosa che non si vede e fa la differenza. La chiamano “sindrome del ristorante cinese”. Nome infelice, ve lo dico col cuore: non è una maledizione della cucina cinese, né colpa del glutammato. Il più delle volte il problema è un batterio furbacchione, il Bacillus cereus, che nell’avanzare tiepido trova il suo parco giochi.

Due mosse semplici per evitare problemi

Non spaventiamoci. Si risolve con due mosse semplici. E fidatevi, ci vogliono due minuti. Il trucco è tenere lontano il riso dalla sua “zona comoda”, cioè quel caldino di cucina che a noi piace ma a lui piace di più. Quando resta troppo a temperatura ambiente, può produrre tossine fastidiose che il riscaldamento non elimina. Ecco perché a volte, dopo un piatto di riso riscaldato, arrivano nausea e mal di pancia.

Il trucco è tutto qui: raffredda in fretta, conserva bene, scalda da capo e basta

Appena cotto, se pensi che avanzerà, sgranalo e raffreddalo in fretta. Stendilo in una teglia larga, soffia un po’ con il cucchiaio, e in 10-15 minuti è tiepido. Poi dritto in frigo, entro 1 ora dalla cottura. Usa un contenitore basso e largo, senza fare montagne. Non chiuderlo bollente: aspetta quei minuti per il vapore. Conservalo massimo 1 giorno (entro il giorno dopo è perfetto). Se devi portarlo in ufficio, usa una borsa frigo con ghiaccio. Quando lo riscaldi, fallo bene: deve tornare bollente e fumante in ogni punto. Microonde: una ciotola, un cucchiaio d’acqua, copri, 2 minuti alla massima potenza, mescola, altri 30-60 secondi. Padella: un filo d’olio, fuoco vivace, 3-4 minuti mescolando. Vapore: 5-6 minuti coperto.

Molto importante: riscalda solo una volta. Se avanza ancora, meglio non conservarlo di nuovo. Se per sbaglio è rimasto fuori tutta notte… buttalo senza rimorsi. Non si vede né si sente, ma è più sicuro così.

Un piccolo aneddoto

Anni fa, festa in cortile, riso per un esercito. Tra chiacchiere e risate, la teglia è rimasta sul tavolo fino a tardi. Il giorno dopo, qualcuno non stava benissimo. Da allora, ho imparato: teglia larga, frigo veloce, e via. Da quel giorno, mai più problemi.

La famosa “sindrome del ristorante cinese”

Vi dico la mia. Si è spesso dato la colpa al glutammato, ma gli studi non mostrano un colpevole chiaro per tutti. Molto più spesso, quando si parla di “riso fritto” e pance in subbuglio, c’entra proprio il riso lasciato troppo a lungo a temperatura ambiente. Non è una cosa dei ristoranti (quelli bravi lo sanno benissimo!), succede anche a casa. Per questo io punto sul pratico: raffredda in fretta, frigo, fuoco vivo. Fine.

Due idee furbe per dare nuova vita al riso sicuro-sicuro

Saltalo con piselli, dadini di prosciutto e uovo strapazzato. Un goccio di salsa di soia e via, 3 minuti, pranzo pronto. Oppure insalata di riso: tiralo fuori dal frigo all’ultimo, con pomodorini, tonno e olive. Fresco e… tranquillo.

Se dopo aver mangiato riso rimasto fuori arrivano nausea o crampi entro poche ore, bevi acqua, riposati. Se i sintomi sono forti, o per bimbi e nonni, senti il medico. Meglio una telefonata in più che una preoccupazione.

Provate anche voi questi accorgimenti e vedrete che successo a tavola, e quanta serenità nel gustarsi gli avanzi senza pensieri.

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