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INPS avvisa i pensionati: cosa troveranno nella pensione di febbraio 2026

L’INPS ha diffuso nuove indicazioni che riguardano la pensione di febbraio 2026, un mese particolarmente importante perché segna l’inizio del nuovo anno fiscale. Nel primo assegno del 2026 potrebbero comparire aumenti, conguagli, trattenute e verifiche sui redditi, con effetti diretti sull’importo ricevuto.

Ecco tutto quello che i pensionati devono sapere.

Cedolino pensione di febbraio 2026: quando sarà disponibile

Il cedolino della pensione di febbraio 2026 sarà consultabile a partire dal 20 gennaio 2026 sul sito INPS, accedendo al Fascicolo previdenziale del cittadino.

Per entrare servono le credenziali digitali:

  • SPID
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE)
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS)

Pagamento previsto:
la pensione sarà accreditata venerdì 2 febbraio 2026, primo giorno bancabile del mese, sia su conto bancario sia su conto postale.

Conguagli fiscali di fine anno: attenzione all’importo

Nel cedolino di febbraio proseguono (o si concludono) i conguagli fiscali legati al modello 730/2025.

Conguagli fiscali di fine anno: attenzione all’importo – masseriaruotolo.it

Il pensionato potrà trovare:

  • rimborsi IRPEF, se ha versato più tasse del dovuto;
  • trattenute, se dal ricalcolo risulta un debito fiscale.

L’importo dipende dai dati trasmessi da CAF o professionista.

È importante controllare anche le voci di dettaglio e le note del cedolino, perché spiegano eventuali aumenti o riduzioni dell’assegno.

In arrivano gli aumenti per la rivalutazione

Febbraio è il mese in cui scatta la rivalutazione annuale delle pensioni, legata all’andamento dell’inflazione.

Cosa significa in concreto

  • l’importo base della pensione viene adeguato al costo della vita;
  • l’aumento varia in base alla fascia di reddito pensionistico;
  • l’incremento sarà visibile direttamente nell’assegno di febbraio.

Per molti pensionati si tratta di qualche decina di euro in più, ma la cifra cambia da caso a caso.

Quattordicesima: possibili recuperi anche a febbraio

Alcuni pensionati potrebbero trovare nella pensione di febbraio 2026 arretrati della quattordicesima non percepita nel 2025.

Questo accade se:

  • i requisiti sono stati maturati nel corso dell’anno;
  • la quattordicesima non è stata pagata a luglio;
  • è stata presentata una domanda di ricostituzione reddituale.

Requisiti principali

  • almeno 64 anni di età;
  • reddito entro due volte il trattamento minimo.

Chi non vede la voce nel cedolino ma pensa di averne diritto dovrebbe verificare la propria posizione sul portale INPS o rivolgersi a un patronato.

Modello RED: rischio tagli se non è stato inviato

Uno dei controlli più delicati riguarda il modello RED, fondamentale per chi percepisce prestazioni collegate al reddito.

Sono interessati i titolari di:

  • integrazione al minimo;
  • maggiorazioni sociali;
  • assegni familiari su pensione;
  • prestazioni di invalidità reddituali.

Chi non ha inviato il RED entro le scadenze previste rischia:

  • sospensione delle prestazioni;
  • riduzione dell’assegno;
  • recupero delle somme già pagate.

Le prime decurtazioni possono comparire proprio nella pensione di febbraio 2026.

Nessuna trattenuta per i vecchi bonus anti-inflazione

Confermata una buona notizia: non ci saranno più trattenute legate ai bonus da 150 e 200 euro erogati negli anni precedenti.

Le operazioni di recupero si sono concluse definitivamente, quindi l’assegno di febbraio non sarà più penalizzato da questa voce.

Perché controllare la pensione di febbraio è fondamentale

La pensione di febbraio 2026 è una delle più importanti dell’anno.
Include infatti rivalutazioni, conguagli fiscali, verifiche reddituali e possibili recuperi.

Il consiglio per tutti i pensionati è chiaro:
controllare con attenzione il cedolino e, in caso di dubbi o importi più bassi del previsto, rivolgersi subito a CAF o patronato.

Redazione