Capita spesso e a chiunque: apro il frigo, vedo il latte aperto da qualche giorno e mi chiedo “lo uso o rischio?”. Niente panico: con due controlli furbi capiamo subito se è ancora buono
La scena è questa: mattina di corsa, il caffè che aspetta, i ragazzi che vogliono il cacao. Prendo il cartone, guardo la data, respiro. Vi ci ritrovate? Ecco, in questi momenti serve una guida calma. Andiamo con ordine, ma teniamoci un piccolo mistero per dopo.
Per prima cosa, fidatevi del naso. Primo controllo: l’odore. Aprite il cartone e annusate: se sentite note acide, tipo yogurt un po’ “spinto” o un sentore strano, non insistete. Se l’odore è dolce e lattoso, siamo sulla buona strada.
Subito dopo, lo sguardo. Secondo controllo: l’aspetto. Versate un dito di latte in un bicchiere di vetro. Deve essere uniforme, bianco, senza grumi. Se notate fiocchi, un colore tendente al giallino/grigiastro, o se “sporca” molto le pareti lasciando una patina spessa, è segno che sta virando.
C’è poi la prova del calore nel cucchiaio. Prendete un cucchiaio di latte e scaldatelo in un pentolino piccolo, 30-40 secondi a fuoco dolce. Se al calore si addensa, fa grumi o si separa, ahimè, è da salutare. Se resta liscio, meglio.
Segnali semplici per capire se il latte è ancora buono
Adesso il mio preferito, il trucco di casa: la prova del bicarbonato. In un dito di latte aggiungete un pizzico di bicarbonato. Se “frigge” o fa schiumetta subito, vuol dire che l’acidità è alta. Non è un test da laboratorio, eh, ma in cucina aiuta.
Ultimo, ma decisivo: guardate la confezione. Se il cartone è gonfio, significa che i gas dei batteri hanno lavorato. In quel caso, non apritelo nemmeno: si butta. Fidatevi, vi risparmiate dubbi e cattivi odori.
Due parole sulle date, che fanno sempre confusione: Se leggete “da consumarsi entro” (scadenza): è una data di sicurezza. Oltre, meglio non consumare. Se leggete “da consumarsi preferibilmente entro” (TMC): è una data di qualità. Se la confezione è integra e il latte è stato ben conservato, può essere ancora buono. Fate i controlli di cui sopra.
E la conservazione? Qui ci giochiamo metà del risultato. Tenetelo sempre tra 0 e 4°C, mai nella porta: il ripiano centrale è l’ideale. Richiudete bene e non bevete mai dal cartone. Segnate la data di apertura con un pennarello. Non lasciatelo fuori dal frigo oltre 1-2 ore. Indicazioni furbe: il latte fresco pastorizzato aperto va finito in 2-3 giorni; l’UHT aperto in 3-5 giorni.
Se è da finire ma è ancora buono, usatelo in cottura: Besciamella veloce: 20 g burro + 20 g farina + 250 ml latte, 5-6 minuti e addensa. Pancake: ci vogliono 10 minuti, e il latte li rende soffici. Purè cremoso o un budino semplice: così non si butta niente.
Un’ultima carezza da mamma: se avete anche solo un dubbio, non rischiate: meglio buttare. Il latte costa poco, la salute no. Provate questi controlli la prossima volta: ci vogliono due minuti, e vedrete quanta sicurezza in più in cucina. Poi ditemi: vi è piaciuto il trucchetto del bicarbonato?