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Coltivare in casa

L’edera rampicante: il filtro naturale che cattura le spore della muffa in poche ore

Una pianta tenace sale lenta lungo i muri, respira la nostra stessa aria e la sfiora con foglie lucide. C’è chi la guarda come un vezzo, chi come un’alleata: l’idea che l’edera trattenga ciò che non vogliamo respirare affascina perché unisce istinto e buon senso.

Cresci con l’immagine di case avvolte dall’edera. Ombra in estate, nidi di uccellini, un’aria più fresca quando rientri. Poi qualcuno sussurra: funziona come un filtro, “cattura” la muffa. La mente corre: davvero basta una pianta per migliorare la qualità dell’aria? La risposta merita un passo lento, senza scorciatoie.

Come l’edera intrappola le spore

L’edera rampicante (Hedera helix) non “mangia” la muffa. Fa una cosa più semplice e concreta: le sue foglie, ruvide e cerose, trattengono particelle sospese, tra cui le spore della muffa (di solito 2–10 micron). È lo stesso principio con cui le foglie catturano polveri in città: collisione, aderenza, micro-turbolenze tra i piccioli. In camere di prova controllate, piante dense di edera hanno mostrato una riduzione misurabile di particelle in poche ore; sono test reali, ma non equivalgono a un salotto vissuto, dove apertura delle finestre, tessuti e correnti d’aria cambiano tutto.

Quindi sì: l’edera può funzionare come un piccolo filtro naturale. Non sostituisce però la prevenzione dell’umidità, la ventilazione o un filtro HEPA. Non rimuove muffe visibili dai muri, non sanifica stanze compromesse. È un supporto, non la cura.

Interno o esterno? E come gestirla

Interno. L’edera cresce bene in casa con luce brillante ma indiretta, terreno leggero e irrigazioni moderate. Mantieni l’umidità relativa tra 40 e 60%: è il range in cui respiri meglio e la muffa prolifera di meno. Se la usi per l’aria, punta su piante corpose e vicine a fonti di polvere (ingressi, corridoi). Pulisci le foglie ogni mese con un panno umido per rimuovere particolato e spore trattenute: fallo all’aperto o con finestra aperta. Nota importante: l’edera è potenzialmente tossica per animali domestici e può dare irritazioni cutanee; scegli specie alternative se hai bimbi piccoli o gatti curiosi.

Esterno. Qui l’edera mostra il suo carattere. Schermature verdi e grigliati coperti riducono polveri e creano un microclima più stabile su terrazze e cortili. Evita però di farla aderire direttamente a intonaci fragili o pietre porose: le sue radichette possono trattenere umidità e lasciare segni. Meglio una struttura dedicata a pochi centimetri dal muro. Potatura regolare, ispezione di gronde e infissi, e irrigazione profonda ma non frequente: è una pianta sobria, ma non ama l’abbandono.

Le case “coperte” di edera lo sono di solito per estetica, ombreggiamento e isolamento leggero, non per fermare la muffa. Il beneficio sul particolato esiste, ma è un extra. Se hai macchie nere in bagno o in camera, serve risalire alla causa: infiltrazioni, ponti termici, aerazione insufficiente. In questi casi, l’ordine è chiaro: riparazioni, deumidificazione, ricambi d’aria; poi, come alleata, l’edera.

Piccolo trucco pratico: abbina l’edera a un deumidificatore in autunno e a ricambi d’aria brevi ma intensi. Aggiungi un treillage su un balcone esposto a traffico: foglie pulite due volte l’anno e crescita tenuta a bada con potature leggere. Non farle “vincere” sulle grondaie; fai vincere tu, con cura e manutenzione.

Forse è questo il fascino dell’edera: lavora in silenzio, senza promettere miracoli. E tu, dove vorresti un filtro verde che agisca mentre fai altro: sul davanzale della cucina, o lungo una parete che guarda la strada?

Delania Margiovanni

Laureata in Giurisprudenza, cambio strada quasi subito e dal 2008 lavoro sul web. Un ambiente dinamico che mi ha insegnato il valore della ricerca continua, della curiosità e della capacità di rimettersi sempre in gioco. È proprio qui che ho scoperto quanto si possa imparare ogni giorno, esplorando temi nuovi e lasciandosi guidare da passioni che evolvono nel tempo. La lettura resta, da sempre, il mio hobby del cuore.