Micro-ortaggi in una settimana: come trasformare i contenitori del recupero in una miniera di vitamine

Avete presente quelle vaschette della frutta che non sapete mai se buttare? Tenetele: in una settimana diventano un piccolo orto sul davanzale.

Pochi gesti, zero attrezzi, tanta soddisfazione. E alla fine forbici in mano e via, si condisce la cena.

Vi porto in cucina con me. Una domenica di pioggia, il forno acceso, il tè sul fuoco, e quel desiderio di verde. Mi viene un’idea: “Aspettate, ho un segreto.” Non serve spazio, non serve esperienza. Bastano i nostri contenitori trasparenti del recupero, un po’ di semi e un spruzzino. Fidatevi, ci vogliono due minuti.

I micro-ortaggi

I micro-ortaggi (o microgreens) sono i “bimbi” delle verdure: teneri, profumati, pieni di gusto. Nei ristoranti sono una tendenza, ma a casa sono ancora meglio, perché li vedi nascere sotto i tuoi occhi. Io uso le vaschette della frutta con i fori, i vasetti dello yogurt o le vaschette del gelato. Le lavo bene, asciugo, e sono pronte.

Il trucco

Due cose semplici: uno strato sottile di terriccio (1-2 cm) o anche ovatta umida per semi come rucola e senape, e la giusta umidità. Riempio il fondo, appiattisco con la mano, spargo i semi fitto fitto (una pioggia, non una grandinata), e copro appena con un velo di terriccio. Se uso l’ovatta, niente copertura: solo appoggio i semi e vaporizzo.

Adesso si spruzza bene, senza allagare. Metto il coperchio appoggiato, non chiuso ermetico: fa effetto mini-serra. Luce sì, ma luce indiretta, tipo un davanzale non bollente. In queste prime ore c’è sempre un po’ di magia. Sembra fermo tutto… poi, zac!

Dal coperchio al raccolto in 7 giorni

48 ore: compaiono i primi puntini verdi. Emozione pura. Ogni volta mi viene da chiamare qualcuno: “Venite a vedere!”

Giorno 3

Spuntano le prime foglioline. A questo punto tolgo il coperchio e giro la vaschetta una volta al giorno, così crescono dritte.

Giorno 5-7

Sono alti 5-8 cm. Profumano. È il momento delle forbici. Taglio a filo del terriccio e via in cucina.

Semi facili per iniziare? Ravanello (piccantino), rucola (profumata), cavolo nero e broccoli (decisi ma dolci), piselli e girasole (croccanti). Piccolo trucco della zia: per piselli e girasole fate un ammollo di 6-8 ore, poi sciacquate e seminate. Così partono più veloci.

Acqua: spruzzo leggero mattina e sera. Il terriccio deve restare umido, non zuppo. Se vedete condensa eccessiva, sollevate il coperchio e fate “respirare”. Per i contenitori senza fori, mettete sul fondo una manciata di sassolini o praticate 3-4 buchini con uno stuzzicadenti rovente. È un ottimo trucco anti-muffa.

Qualche aneddoto? La prima volta mio marito ha detto: “Con il mio pollice nero, figurati…” Indovinate? Al giorno 7 era lui a tagliare tutto felice, e la sera abbiamo guarnito un avocado toast con ravanello e senape. Che profumo!

Conservazione: se non li usate subito, avvolgeteli in carta da cucina appena umida e chiudeteli in un contenitore in frigo. Regolano per 3-4 giorni. Prima di servire, una sciacquata veloce e asciugatura delicata. In tavola stanno bene ovunque: insalate, uova strapazzate, minestre, panini. Un pugnetto e cambia tutto.

Piccoli extra per chi vuole esagerare: Una spolverata di cannella sul terriccio? Tiene lontane le muffette. Semi misti nello stesso contenitore? Certo, ma con tempi simili. Ovatta o terriccio? Con l’ovatta si vede meglio la crescita; con il terriccio il gusto è spesso più ricco. Provate entrambi.

Ecco, amiche mie: non serve il pollice verde, serve solo curiosità. Provate anche voi questa “serra tascabile”. In una settimana avrete una miniera di vitamine sul davanzale e un sorriso grande così. Poi raccontatemi com’è andata: già dopo 48 ore vi scriverete da sole “wow!”.